Fermare lo spam su WordPress
Soluzioni Internet Tuesday 28 August 2007 alle 18:00reCAPTCHA: è questo il nome del plugin che sono stato “costretto” ad installare per evitare di ricevere gli almeno 10 commenti di solo SPAM al giorno che ricevo da quando sono finite le ferie, commenti che parlano di argomenti completamente non attinenti al mio sito “quasi informatico”.
Stop Spam, Read Books (ferma lo spam, legge libri): questo è lo slogan che utilizza questo tools, ed è per questo che ho deciso di utilizzarlo. Magnifico, due piccioni con una fava: si migliora la digitalizzazione dei libri stampati prima dell’era dei computer attraverso un comunissimo (ed utile) filtro anti-spam.
Per attivare il plug-in, che si scarica dal sito ufficiale che trovate seguendo questo link (http://recaptcha.net/plugins/wordpress/), è necessario registrarsi al servizio per ottenere due chiavi (pubblica e privata), chiavi obbligatorie per la visualizzazione e l’utilizzo di quanto vedete qui sopra in immagine.Una volta fatto, lo script si inserisce autonomamente sotto l’area di commenti e prima del bottone “Invia Commento“. A differenza degli altri servizi per impedire commenti “automatici”, questo presenta ben due diverse parole chiave, barrate e distorte. Per uno spider o webbot (web robot) atto a inserire commenti fraudolenti, l’operazione diventa pressochè impossibile (o almeno questo è quello che il gruppo che l’ha prodotto ha come obiettivo e quello che io spero vivamente).
Attenzione: le piattaforme WordPress che inviano commenti tramite funzioni AJAX, non funzioneranno attraverso l’utilizzo di questo script. Per funzionare è necessario eliminare tutta la stringa corrispondente al valore onclick del form all’interno del file comments.php .
Secondo scopo di reCAPTCHA
Come dicevo, reCAPTCHA migliora il processo di digitalizzazione dei libri. Come? Semplicemente inviando parole che gli strumenti OCR non riescono a leggere ai form CAPTCHA, in modo che siano gli stessi utenti a decifrarle. Così, bloccando i webbot che pubblicano commenti “inutili”, si riesce a collaborare alla scansione di opere letterarie. Ed è per questo che saranno due le parole che dovrete decifrare.
E giustamente, ci si può chiedere: “Ma se un computer non è in grado di leggere alcune parole, come può conoscere la corretta parola celata sotto l’immagine?” La risposta è semplice: ogni nuova parola che il sistema informatico non riesce a leggere correttamente attraverso i software OCR, è data agli utenti in abbinamento ad un altra parola per cui la risposta è conosciuta. All’utente è così chiesto di leggere entrambe le parole. Se egli risolve quella per cui la risposta è conosciuta, il sistema assume che la risposta sia corretta anche per la parola nuova. Il sistema quindi invia la parola “nuova” ad un buon numero di persone per determinare, con alta confidenza, quale sia la risposta effettivamente corretta.
Geniale come idea, non credete?!
Aspetterò ora qualche giorno, continuando a postare e, presto vi saprò dire la mia: se nel frattempo qualcuno ha già proprie opinioni o prodotti simili da utilizzare, commentate, che posso essere sempre pronto a testare qualcosa di “nuovo”.
A presto una guida su come implementare reCAPTCHA non come plugin di WordPress, ma in una semplice pagina HTML, magari quella del vostro “home made blog“.