Basi di dati: fasi della progettazione
Università martedì 22 gennaio 2008 alle 01:34Dopo aver trattato le fasi di progettazione di un software, ecco le fasi di progettazione delle basi di dati: progettazione concettuale, progettazione logica e progettazione fisica sono le 3 fasi principali dello sviluppo di un database, un archivio di dati correlati tra loro e facilmente utilizzabili da un calcolatore (perchè la parola computer, im mezzo a tutte queste parole italiane suonava male).
Ecco spiegate le tre fasi principali dello sviluppo di una base di dati, per rendere più semplici gli studi ai prossimi programmatori web o semplicemente fare una chiarezza in più a chi, per passione, vuole migliorare la forma del proprio sviluppo web / applicazioni.
Progettazione Concettuale
È il livello più alto della progettazione di un database, quello più vicino all’essere umano e più lontano dal computer. Durante la fase della progettazione concettuale della base di dati, il progettista ha il compito di estrapolare nei dettagli, con parole e linguaggi chiari e comuni, comprensibili a tutti, tutti i dati dell’applicativo da sviluppare. Deve quindi essere realizzata con strumenti indipendenti dall’ambiente e dal sistema di dati che si andrà ad utilizzare durante lo sviluppo.
Il metodo più semplice per riuscire in questa fase consiste nello scrivere una descrizione breve ed essenziale del problema come se doveste fare un compito di italiano e successivamente evidenziare tutti i sostantivi e le forme verbali presenti nel testo creato (senza produrre duplicati): i sostantivi saranno nella base di dati gli oggetti, mentre i verbi rappresenteranno le relazioni.
Il prodotto dell’analisi è uno schema concettuale, schema che mette in relazione entità (gli oggetti) con le relazioni: è il diagramma E/R (Entità Relazioni) o DEA (Diagramma Entità Relazione).
Progettazione Logica
Durante la fase della progettazione logica si traduce lo schema concettuale prodotto nella fase di progettazione concettuale, nel modello di rappresentazione dei dati adottato dall’ambiente database scelto per la programmazione.
La traduzione, per essere formalmente corretta con i software in uso (per utilizzare così il minor numero di spazio e aumentare le velocità di recupero dei dati), porta ad utilizzare la tecnica della normalizzazione che si divide in tre (3) ulteriori livelli: 1ª, 2ª e 3ª forma normale.
Il prodotto di questa fase è chiamato schema logico.
Progettazione Fisica
La terza ed ultima fase di progettazione di una base di dati è quella fisica, progettazione che, forse, solo i sistemisti e i DBA (DataBase Administrator, Amministratori delle Basi di dati) conoscono: dico forse perchè, con l’avvento delle tante piattaforme di sviluppo database, conoscere nei dettagli i parametri fisici di memorizzazione dei dati (impacchettamento dei records, clusterizzazione, indicizzazione, …) è veramente cosa per pochi.
Ogni forma di memorizzazione dipende soprattutto dall’ambiente che si è scelto di utilizzare e i software di gestione dei database si preoccupano di convertire lo schema logico prodotto nella fase di progettazione logica in puntamenti a vettori e “riserva” dello spazio su disco.
Aspetti metodologici (metodologia)
La metodologia di progettazione di una base di dati può vedersi quindi come un insieme di attività tra di loro collegate, atte a produrre un insieme di prodotti intermedi e finali utilizzando criteri di verifica (normalizzazione) di qualità delle fasi e dei risultati ottenuti, volti a realizzare un database corretto e funzionale a partire da un insieme di specifiche legate al progetto di partenza.
19 maggio 2008 alle 19:12
Ciao..ho letto l’articolo riguardante le fasi della progettazione di una db..sinceramente però cercavo qualcosa riguardo a quello che accade prima delle seguenti fasi e cioè sulla “raccolta dei requisiti” per la realizzazione del db stesso…sei in grado di aiutarmi?
19 maggio 2008 alle 20:25
L’analisi dei requisiti che hai bisogno di effettuare altro non è che la fase più tecnicamente chiamata di “Progettazione Concettuale”. Il secondo paragrafo del mio articolo infatti, ti enuncia come di solito si scriva una descrizione essenziale del problema su carta, a parole, niente schemi, e successivamente evidenziare i sostantivi e le forme verbali dello scritto, proprio per semplificare l’analisi dei requisiti.
Prova a raccontarmi qui la tua “base di dati” e vedrai quanto semplice è raccogliere i requisiti. Ti aspetto!